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I BIT-ELLONI PRESENTANO: LA BAGARRE

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Ci siamo quasi, popolo bit-ellonico! Manca una settimana all’evento più esclusivo dell’estate 2016 e siamo lieti di darvi le ultime indicazioni utili per sopravvivere a questa tre giorni di Bagarre!

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Vogliamo innanzitutto ringraziare i padroni di casa del Pesaro Comics & Games 2016 che ci ospiteranno dal 26 al 28 agosto dalle 15.00 alle 24.00 nella rinascimentale cornice di Rocca Costanza, praticamente la Castlevania di Pesaro! Il tutto sarà sapientemente diretto dall’associazione Darkest Nights, qui di seguito presentata dalle parole dei fondatori:

“Darkest Nights è un associazione ludico-culturale nata nel 2013, in occasione del primo Pesaro Comics & Games; l’associazione si è costituita, infatti, per ideare ed organizzare l’evento più importante di Pesaro, legato al gioco ed al fumetto in ogni loro forma. L’associazione è formata da appassionati che fanno del gioco di ruolo (e del gioco in generale) un veicolo per stare insieme, conoscersi e divertirsi. Certi del potenziale aggregativo del gioco di ruolo dal vivo (e da tavolo) e della notevole importanza culturale del fumetto, oggi considerato la Nona Arte, noi di Darkest Nights miriamo a divulgare ed espandere questo universo ricco di bellezza e fantasia.”

I Bit-elloni faranno la loro parte proponendovi una maratona di tre giorni di retrogaming, con continua rotazione di console e ben tre tornei serali, con tanto di premi ricchissimi per tutti i vincitori (occhio che vi facciamo l’antidoping!).

Ecco i nostri gioielli!

giorno 1

SPECIAL GUESTS

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La madre di tutti i videogiochi. Nata nel punkissimo 1977 dall’idea dell’altrettanto punk Nolan Bushnell, l’Atari 2600 è la prima console in assoluto ad utilizzare le soffiatissime cartucce. Matrona indiscussa del mercato per oltre un lustro, con più di 30 milioni di console vendute nel mondo e con una serie di pargoli dai nomi importanti come Space Invaders, Ms. Pac-Man, Defender e Pitfall! Atari 2600, per i corteggiatori della prima ora conosciuta anche come Video Computer System, ha quasi 40 anni di stagionatura ma rimane sempre una MILF insaziabile pronta ad accogliere il vostro joystick e a farsi corteggiare dai vostri sproporzionatissimi record!

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Gli anni ottanta sono stati il campo di battaglia dello scontro ferocissimo tra metallari e paninari. Stessa cosa avvenne anche nella bagarre videoludica, dove a metà del decennio arrivò a sfidare i capelloni Nintendo un truzzissimo rivale indossando le Timba, sfoggiando il Moncler e impennando sul suo Master System 8-bit. L’onanistica SEGA, detta anche Service Games per zittire i più maliziosi, non si tira indietro dalla lotta e minaccia l’imperialismo Nintendo con le orde di sbabbari setolosi di Golden Axe, le turboferrari di Out Run e l’implacabile gioco di mano di Alex Kidd, imbattibile nella nobile arte del cartaforbicesasso.

 

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La console pensata da Trip Hawkins per chiunque volesse potenza spropositata ed avesse il cash per permettersela. La prima a 32-bit, la prima ad avere quattro versioni di altrettante aziende distributrici, la prima a durare meno d’un orgasmo maschile. A dirla tutta, una mia Amiga era arrivata poco prima di Hawkins ma il nostro pagava meglio in quanto a charme. Un parco titoli consumatosi in un paio di sfolgoranti anni che denotò tutto il “bisogno di velocità” del 3DO seppe comunque esaltarci a suon di gechi (dotati di carisma e sintomatico mistero), sotterranei & draghi ed i primi survival in 3D. Certo, non mancarono i giochi fatti col Po’ed, ma certi Trip possono anche uscire male.

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Prendere tutto quanto fatto di buono durante la console war e buttarlo alle ortiche in termini di marketing non inficiò in alcuna maniera la qualità dei titoli della più “lenta” console SEGA, che col tempo è diventata il desiderio erotico di tutti gli appassionati delle novanta. Ad oggi poco più che ventenne, la 32-bit bipolare che da bianca si fece nera per l’occidente, in un processo Michael Jackson inverted, ci ha lasciato i migliori combattenti virtuali di sempre a cavallo di draghi corazzati e potenti macchine da rally. Che siate amanti della botta e via o del rapporto a lunga durata, la nostra saprà sempre soddisfarvi con giochetti adatti alle vostre esigenze, roba che altri non riusciranno mai a nintendere.

 

giorno 2

SPECIAL GUESTS

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Se siete stati anche voi dei supergiovani implacabili nello sputazzare il riso con la penna Bic vi ricorderete che la cerbottana a sfera serviva anche ad arrotolare il nastro delle cassette, per rimediare ai catastrofici srotolamenti. Maestro di vita fu il Commodore 64 e il suo mangianastri Datassette, davanti al quale ci si genufletteva rivolgendosi al Dio Macchina e pregando che quel contatore di caricamento non si interrompesse di colpo. E quando partiva il gioco era un Avvento, un’Assunzione, lo sanno bene gli Articolo 31 che amano la Maria e ci ricordano che: “col Commodore 64 ora ci giocano gli Dei, e il Commodore 64 si è inculato anche la Play”.

 

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NES è l’acronimo che incarna tutta la libidine del retrogaming da bere a 8-bit. Nato nel 1983 in piena crisi di mezz’età dell’Atari, il nipponico Famicom arriva alla conquista dell’Occidente due anni dopo, sotto il bandierone del Nintendo Entertainment System e seguito da un’armata di titoli in grado di ridefinire per sempre la cartina geografica del settore: i soldati funamboli di Bionic Commando, i vampiri glamour di Castelvania e i robottini assortiti di Megaman. A motivare le truppe ci sono gli irresistibili funghi stupefacenti del Mario Nazionale, pronto a ricordarci che per trovare il triangolino che ci esalta della principessa Zelda sarà il caso di cercare in un altro castello.

 

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Quando non puoi batterli ad armi pari allora è il caso di tirar fuori quella calibro 16-bit che tenevi da parte per i botti di Capodanno. Siamo alla fine del 1988 e la SEGA decide di annichilire la rivale Nintendo con una nuova, truccatissima console che già nel nome fa pensare alle sgommatone di Fast & Furious. Il Megadrive, conosciuto con il progressivo nome di Genesis negli USA, punta tutto sulla velocità iperluce del porcospino olimpico Sonic, uno che riesce a doppiare Bolt anche con le scarpe slacciate. Per vincere la console war bisogna essere rapidi e allupati, trasformando gli umanissimi 8-bit in un lupo mannaro a 16-bit pronto a sbranare Cosa Nostra Nintendo e Don Mario.

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Here comes a new challenger! Mentre i due litiganti Nintendo e SEGA se le danno di peso ecco che arriva il terzo incomodo Sony che se la gode di brutto e ruba la scena ai due matusa, dando inizio alla Next Gen e al dominio economico del nuovo millennio. Nata inizialmente come supporto ottico per il Super NES, la Playstation diventò un progetto indipendente quando Sony capì che la Nintendo stava ancora soffiando nelle cartucce, sperando di combattere la pirateria dilagante dei bucanieri col masterizzatore. Pirateria che paradossalmente fece salpare col vento in poppa il nuovo vascello Playstation, con più di 100 milioni di console vendute e un equipaggio composto da Solid Snake, Yoshimitsu, Crash Bandicoot e altri centinaia di corsari pronti ad affogare la concorrenza sotto uno tsunami di dischetti Verbatim.

giorno 3

SPECIAL GUESTS

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Il 1983 è l’anno della catastrofica fine del monopolio Atari, i padroni di casa perdono credibilità di fronte alla scena videoludica proponendo una discutibile e squallida conversione del simbolo assoluto dell’era arcade: Pac-Man. Ne approfitta la Barbie che, a bordo della sua spider fucsia, guida la Mattel verso la pole position con il suo Intellivision e una versione pregevole di Pac-Man. Uno sprovveduto dell’epoca, ignorando la svolta epica, disse:

“I videogiochi non influenzano i bambini. Voglio dire, se Pac-Man avesse influenzato la nostra generazione, staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche e ascoltando musica elettronica ripetitiva.”

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Alfetta Turbo o BMW a iniezione? Cambiar car è una scelta di vita, believe me, e son decisioni tremende che valgono anche per le console. Sei convinto di aver fatto la scelta giusta tra una bella SEGA o il Nintendone motorizzato a 16-bit ed ecco che arriva l’animale proletario sulla Uno Turbo, o meglio TurboGrafx, che ti sorpassa con il suo PC Engine a 8-bit senza neanche passare dal via. E vogliamo parlare degli optional? Console più compatta della sua epoca, la prima ad utilizzare i CD-ROM quando alla Sony mangiavano ancora i nastri e un gruppone di titoli misconosciuti come Bonk, Soldier Blade e Neutopia. Vi sembra arabo? Allora beccatevi una versione da Perfect di Street Fighter II e il miglior Castlevania di sempre: Dracula X. Alboreto is nothing!

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Finiscono gli Ottanta e intanto l’Atari 2600 non c’è più, è morto il Commodore, qualcuno ha l’AES, qualcuno il pre, qualcuno il post senza essere mai stato niente. Nel caos della Comunità dei Software Indipendenti la Grande Madre Nintendo torna a dettare la Linea e fa crollare il muro degli 8-bit a colpi di Kamehameha. L’ossigenatissimo Super Nintendo diventa lo Zeitgeist videoludico di un decennio glorioso, che ci fa salire il nostalgismo e la voglia di viaggiare in first class sulla macchina del tempo di Chrono Trigger e tornare nei Novanta a ricordare alla SEGA che i 16-bit più l’elettricità non fanno l’onanismo.

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Prima o poi doveva succedere. Nel suo momento di massimo trionfo l’invitta Nintendo subisce la sua più grande batosta. Ma perde con onore, come un implacabile Samurai che affronta solitario un’interminabile orda di demoni, cadendo dopo aver scritto sulle ferite dei nemici il suo testamento di sangue. Nell’era dei CD-Rom la Nintendo rimane fedele alla linea delle cartucce. Mentre tutti celebrano i 32-bit la nuova macchinona nipponica ne sfoggia 64. Quando si fa a gara per copiare il joypad del Super NES, il Nintendo 64 rivoluziona tutto con il multitap a 4 giocatori integrato e con un controller votato al futurismo. La grande N viene sostituita dalla Esselunga di Sony, ma il requiem dello spirito di fine millennio della Nintendo ha il dolce suono dell’ocarina del tempo.

I PREMI (POWERED BY BRAIN FUSION)

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Tutte le sere voleranno insulti reciproci e vittorie epiche nei tornei di Mario Kart 64, Super Street Fighter II e Saturn Bomberman!

COME CI SI ISCRIVE?
L’iscrizione è GRATUITA e può essere fatta in due modi.
1- Condividete sul vostro profilo Facebook il link alla pagina dei Bit-elloni, scrivete perchè amate il Retrogaming e mandateci un messaggio privato in cui specificate a quali tornei volete partecipare. Potete iscrivere anche uno o più amici che non hanno Facebook.
2- Vi presentate il giorno stesso al nostro Stand e vi iscrivete, ma questo è il metodo più rischioso perchè ci sono posti limitati e potreste trovarli esauriti.

QUANTI POSTI SONO DISPONIBILI PER OGNI TORNEO?
32 è la risposta (non ce ne voglia Douglas Adams).
Raggiunto tale numero di partecipanti le iscrizioni si chiuderanno e potranno riaprirsi solo nel caso straordinario in cui qualcuno dei partecipanti non dovesse presentarsi durante il rispettivo torneo. In questa eventualità sarà possibile integrare qualcuno all’ultimo, oppure il fortunato sfidante di quel girone vincerà in automatico il primo incontro.

A CHE ORA MI DEVO PRESENTARE?
I tornei inizieranno tutti e tre alle 21:00, ma sarà necessario presentarsi allo stand almeno mezz’ora prima per confermare la presenza. Se poi ci raggiungete sin dal pomeriggio avrete la possibilità di allenarvi per la serata, dato che la console su cui vi batterete rimarrà costantemente attiva per permettere il warm up.

In palio tre ambitissimi premi già recensiti su queste pagine ed offerti gentilmente dai ragazzi di Brain Fusion, the King of Retrogames! Date un’occhiata al loro sito cliccando sul banner qui sotto, teste!

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Sì ok, tutto bello e simpa ma…la gnocca? Scendete dalla pianta e fate ballare l’occhio sul bit. Insieme ad alcuni fascinosi (ex) giovani stagisti della Bionic Cummenda Mansion, tutti dotati di t-shirt segnaletica made in Bit-elloni, ci sarà Sayuri Cosplay (Gruppo BHC)!

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Concludendo: c’è la libidine, è gratis, è Retrogaming, è Bit-elloni!

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Advanced Dungeons & Dragons: Slayer

QUESTO E’ IL GIOCO SU AD&D CHE AVETE SEMPRE CERCATO MA DI CUI IGNORAVATE L’ESISTENZA. (di Starfox Mulder)

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Bene, amici della scheda sporca di aranciata amara e delle sessioni lunghe 12 ore con la scatola rossa, questo articolo si impegnerà in tutto e per tutto nell’intento di convincervi a giocare a questo epocale gioco per console datato 1995. Prima di iniziare però vi informo che tale bomba ha un solo difetto: fu un esclusiva 3DO.

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Questo sono io che me la tiro tantissimo!

Come dite? Non sapete manco di cosa sto parlando? Evidentemente siete nuovi del retrogaming ma questo fantastica console diede la luce ad un piccolo pugno di capolavori durante il suo breve periodo di vita a metà dei 90es. Prendendo però per scontato che il 95% di voi non possieda tale console, sono piuttosto convinto che ne esistano validi emulatori. Io dal canto mio me lo son fatto regalare per il mio compleanno (che è oggi, grazie degli auguri che pioveranno a profusione) e son felice come un bambino con un barattolo di nutella. SIGLA!

Ammazza mi fanno cagare i Rhapsody…però questa la dovevo ad un amico.

Trama

Gloria, ricchezza, oggetti magici e punti esperienza. A tredici anni non ce ne fregava nulla della trama, era un pretesto per pompare il nostro personaggio. Che fosse una principessa da salvare, un malvagio signore della guerra da uccidere o un antico maniero da disinfestare, ciò che contava era partire motivati ed esplorare a più non posso. Gli sviluppatori di Slayer lo sapevano e la trama non ce la misero. Non sto scherzando, la trama non c’è. La scelta in realtà vi risulterà chiara non appena arriverò ad analizzare gameplay e Longevità ma fu al contempo una scelta decisa intorno al tavolo dell’esperienza ludica che si voleva ricreare. Questo è il Dungeons & Dragons con cui avete iniziato a giocare di ruolo, non quello con cui vi atteggiavate a geni della narrazione dai venti anni in su. Tornate bambini!

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La mappa dice che o mi brucio i malleoli camminando sulla lava oppure faccio il giro largo da basso. Ehi, una porta, vediamo se…

Gameplay

Io non do voti ai singoli elementi del gioco ma qui si beccherebbe un 10. Ora spiego nel dettaglio. Prima di cominciare il gioco ci è dato scegliere un personaggio tra un rooster di alcuni già esistenti, ma sono certo che nessuno al mondo li abbia mai utilizzati dal momento che c’è la possibilità di crearsi il PG per conto proprio. Scegliamo la razza, la classe (o le classi, dato che è contemplato di giocare un biclasse), il sesso e tiriamo le caratteristiche. Qui già vi vedo alzare gli occhi al cielo pensando “già, ore a tirare e tirare finchè non viene il tizio con le caratteristiche che voglio io”…SBAGLIATO! Come detto sopra, e non lo ripeterò più altrimenti divento ridondante, gli sviluppatori sono amici nostri e lo sanno già ciò che vogliamo. Le caratteristiche le si tira ma poi ci è data totale libertà di modifica, sia in positivo che in negativo, senza alcun limite. Volete un PG con tutte le caratteristiche a 18? Nessun problema, significherà solo abbassare il livello di gioco, chissene. Io ho finito il gioco per la prima volta con un personaggio identico ad uno giocato da un mio amico nella campagna in cui faccio da Master (lunga vita a Druso, NDMe), con i suoi due 18 e con punteggi ben più bassi oltre che uno in negativo.

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Primo mostro (Goblin) ed il dubbio se dagli di spada corta o dardo incantato.

Una volta fatto il personaggio si inizia il gioco e da lì si entra in un mondo alla Doom. Visuale FPS quindi, nessuna possibilità di saltare ma contemplato il guardarsi intorno e camminare di lato (Strafe). Il pad del 3DO, oltre alla croce direzionale ed ai tasti R ed L, ha tre pulsanti principali da usare con la mano destra. A tali pulsanti sono affidati in ordine: uso mano destra, uso mano sinistra, aprire porte. Va da se che se stiamo usando un guerriero la sua mano destra sarà occupata da una delle tante armi disponibili in gioco mentre se usiamo un mago potremmo si lasciargli un arma nella destra, ma nella sinistra di certo ci starà il libro degli incantesimi, così come gli oggetti da scasso per un ladro o l’abilità di scacciare non morti per un chierico. Ogni tipo di arma, abilità o magia occupa una mano (alcune  entrambe) ed il suo utilizzo è rapidissimo, anche perchè il gioco si svolge in tempo reale, non a turni, con conseguente frenesia negli scontri con i mostri. Ultimi due tasti da citare sono il select e lo start (si chiamano diversamente qui ma serve a farvi capire). Con uno si mette in pausa effettivamente il gioco, permettendoci anche di: Riposare (se non ci sono mostri nel circondario), Salvare il gioco, Caricare una precedente partita, Consultare la mappa di gioco, Uscire. Con l’altro invece si accede all’inventario, luogo da cui raccogliere pozioni o cambiare equipaggiamento ma senza un effettiva pausa del gioco. Da ciò ne consegue che se state per morire ed aprite l’inventario per bervi una pozione, ci sono buone probabilità che moriate nel mentre se prima non vi siete allontanati dallo scontro.

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Sotto la barra dei punti ferita notare la barra del cibo. Perchè magnare conta!

Ma il gioco quindi è un semplice ammazza il mostro, apri la porta, trova la fine del livello? Boniiii. I tre elementi di qui sopra ci sono, ma aggiungeteci: oggetti magici da trovare, trappole da disinnescare, meccanismi da attivare ed ovviamente l’aumento di livello del nostro personaggio in base ai punti esperienza elargiti dai mostri. Di tutti questi elementi extra una nota singolare va fatta per quanto riguarda gli oggetti magici. Sono gli stessi che conoscete dal gioco cartaceo, dai guanti della forza alle armi +3 e via discorrendo, peccato che voi non lo sappiate. Se usate un personaggio in grado di lanciare l’incantesimo “Identificazione” allora nessun problema, ma in caso stiate utilizzando un semplice guerriero, preparatevi all’eventualità di finire il gioco senza sapere cosa state utilizzando. In realtà un modo per intuire cosa possedete c’è, ed è il classico: a tentativi! Vedo che quell’arma uccide prima gli avversari della precedente? Forse i miei tiri di dado sono stati fortunati, o forse è effettivamente migliore, quindi me la tengo. Vedo che la Classe Armatura del mio personaggio cala? Magari sta cotta di maglia è più magica dell’armatura di piastre che possedevo prima. E via così, notando che quell’anello che sembra aver provocato il parkinson al mio personaggio in realtà lo ha appena reso in grado di levitare. Detto tra noi: ma quanto è fica sta cosa?!

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La grafica non poteva competere con il periodo ma faceva il suo sporco lavoro.

Grafica e Sonoro

Qui si scende di qualità ma era inevitabile. La vera chicca di questo gioco non l’ho ancora calata, poi capirete come mai si scelse di risparmiare sul comparto grafico. Dico solo che, a parte un feedback iniziale un po’ da schiaffi in faccia, il tutto diventa rapidamente godibile ed apprezzabile…ma calarvi nell’epoca aiuta, credetemi. Sul fronte sonoro invece la cosa è ben più piacevole. Il 3DO usa supporti ottici e si sente. Le musiche sono sempre gradevoli e di buon accompagnamento, sebbene capaci velocemente di diventare ripetitive, ma quello è anche dovuto al fatto che ogni livello del dungeon potrebbe richiedere un certo tempo per essere adeguatamente esplorato, e fino al successivo non sentiremo nuove musiche a parte quella già in voga.

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La personalizzazione incarnata.

Longevità

E qui calo l’asso! Io a tutt’ora non ci riesco a credere in quel che si sono inventati i ragazzi della Lion Entertainment. Prima di cominciare la partita, starà a noi decidere la maggior parte delle impostazioni inerenti l’esperienza di gioco che ci troveremo davanti da lì in poi. I parametri da settare sono i seguenti:

Livelli: Da 10 a 20, a nostra scelta, decidiamo quanto rendere lunga l’esplorazione al nostro personaggio prima di confrontarsi con il Boss Finale.

Numero di mostri: Da “pochi” a (letteralmente) “Troppi”. Se all’inizio finirlo con un numero moderato di mostri nel dungeon sarà consigliabile, ad una seconda partita fatta con lo stesso personaggio (il gioco prevede di salvare il PG a fine gioco e renderlo recuperabile dal rooster generico mantenendo punti esperienza ed inventario) ci piacerà rendergli la vita più interessante.

Tesori e ricompense: Da rarissimi a “come se piovesse”, sempre nell’ottica del farci arricchire prima o dopo.

Forza del veleno: Volete far sì che una semplice trappola avvelenata vi uccida? Non c’è problema, così come se voleste che tutti i veleni in gioco siano dei semplici fastidi dalla durata di un paio di round.

Cibo a disposizione: Come i tesori, con la differenza che morire di fame è un filo più stressante che girare senza oggetti magici.

x Tipo di mostri: il gioco prevede circa 37 differenti mostri presi direttamente dal manuale di AD&D, dal Goblin al Dragolich, passando per Mindflayer e Cubi gelatinosi. Vi piace la casualità o vi va di affrontare solo non morti? Potete scegliere, così come escludere tutto ciò che non è elementale o altro ancora.

Frequenza delle trappole: Da “nessuna” a “tantissime”, regolabile in base a se state giocando o meno un ladro e quanto vi volete male.

Pozioni: Vedasi Tesori e Ricompense.

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Le origini del mito che ritardò la perdità della verginità ai più.

Oltre a tutte queste caratteristiche del dungeon, restano due varianti: la difficoltà (facile/media/difficile) e il nome del Dungeon. Su quest’ultimo punto scatta il genio assoluto. Slayer non presenta livelli infiniti generabili casualmente, bensì seguono un algoritmo, che però imposterete voi a seconda del nome che darete al Dungeon. A vostra disposizione ci sono trentuno caratteri (contando la punteggiatura e lo spazio vuoto) e la possibilità di utilizzarne fino a nove. Risultato:i dungeons disponibili sono trentuno moltiplicato per se stesso nove volte. Volete sapere quanto fa? 26439622160671, non uno di più non uno di meno. Se chiamerete il vostro Dungeon MAMT e vi parrà di aver giocato al miglior dungeon di sempre, potete suggerire questo nome ad un vostro amico e lui, se non prenderà male la cosa sacagnandovi di botte, una volta generato un dungeon con lo stesso nome giocare lo stesso sotterraneo che avete appena terminato; provare per credere. Riassumendo: quanto pensate possa durarvi un titolo simile? Per sempre? Esatto!

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Secondo Rogar ad esempio, il cattivo è…

Reperibilità/Come cacchio ci gioco

Se avete un 3DO sappiate che non serve modifica: legge le copie di backup. Costo 0.

Se invece volete andare di emulatore…pure!

Se infine avete il 3DO ma ci tenete alla copia fisica, si va dai 20€ del solo cd, ai 50€ dell’usato completo ma mal ridotto. Avete 200€ da spendere? Lo trovate anche sealed!

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E si ricomincia, stavolta col mago, a Dardi Incantati in da face!

Concludendo

Quasi per certo il videogame che più si avvicina all’idea originale di Gary Gygax su ciò che voleva fosse D&D. Io avrò giocato almeno una trentina di titoli con licenza TSR in vita mia e questo mi risulta il più fedele ed al contempo il più Arcade. Volete la storia? C’è Baldur’s Gate, per tutto il resto godete con lo Sventratore!

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L’avessi vista all’epoca, il N64 avrebbe avuto meno fascino.

CITAZIONE

E’ il momento che facciate davvero qualcosa a proposito di quei mostri sotto il letto!
(Pubblicità storica)

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CHI NON CORRE E’ WILL SMITH (di Starfox Mulder)

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Roba da M.O.M.A.

C’è sempre un punto zero. Cosa sarebbe stato il Metal senza i Black Sabbath? Cosa sarebbe stata Greta Manchi senza youtube? Di cosa minchia sto parlando? Parlo di Defender gente, il titolo che ha dato il via a quello che intendiamo noi oggi per videogame. Avete presente quella storia per cui una volta il basket si giocava a canestro chiuso ed ogni volta che qualcuno faceva punto toccava fermare il gioco per recuperare la palla? Finì che un tizio arrivò ed disse “ma se tagliassimo sotto?”. Defender ha fatto la stessa cosa per gli amanti delle sale giochi chiedendosi “ma se invece di un singola schermata facessimo che si può avanzare orizzontalmente verso infinite mete?”. Provate ad immaginarvi un qualsiasi platform dal 1985 in poi e provate a non dire Grazie se avete davvero un cuore.

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Voi, la città, gli alieni ed all’orizzonte…il flickerio!

I Bit-elloni a loro volta hanno avuto un punto zero. Non starò ad elencarvi la multitudine di riferimenti a cui ci siam rifatti sin da subito per le nostre merende tra amici ma di sicuro una di queste si chiama Simone Guidi. Un tizio che tra vari professoroni del retrogaming se ne è uscito con una risata ed un atteggiamento degno del miglior Drugo, perchè in fondo possiamo cagarcela quanto ci va, ma sempre di giochi stiamo trattando, conta divertirsi! Ecco, lui l’ha capito prima di tutti gli altri e sul suo blog mi ha mostrato, prima ancora che i Bit-elloni prendessero vita, quanto non saremmo stati soli.

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Ci sta pure lei sul blog del Guidi, socmel!

A voi la recensione di un punto zero.

https://www.spreaker.com/user/8813653/defender-atari-2600-starfox-mulder-inter

Reperibilità

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In premio al vincitore del torneo di Super Street Fighter 2, 27 Agosto 2016, Pesaro Comics

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